Approvata la legge sui parchi veneti: gli agricoltori entrano nella gestione

Il 19 giugno, dopo una ampia discussione, il Consiglio regionale del Veneto ha approvato a larga maggioranza la nuova governance dei Parchi regionali, a distanza di 34 anni dalla vigente legge quadro in materia.

La maggioranza che l’ha sostenuta rivendica la bontà delle norme approvate, in primis il raggiunto equilibrio tra un governo dei parchi snello ed efficace e la garanzia di una importante rappresentanza dei territori e dei diversi interessi coinvolti. In effetti, in sede consigliare sono state accolte le richieste di Confagricoltura e di altre associazioni di poter partecipare attivamente alla gestione delle aree protette. Si tratta infatti di territori coltivati, pascolati o adibiti alla pesca nei quali gli agricoltori svolgono la loro attività combinando le esigenze produttive con i vincoli ambientali e, negli ultimi anni, si trovano sempre più in affanno per la presenza eccessiva e, in certi casi insostenibile, di animali selvatici. In questo momento era perciò importante avere un ruolo riconosciuto nel governo dei Parchi. Ma vediamo cosa prevedono le norme approvate.

I nuovi organi che amministreranno i parchi saranno la “Comunità del Parco”, organo di indirizzo, e il “Consiglio Direttivo”. La Comunità sarà costituita dai sindaci dei comuni del territorio, da tre esperti nominati dalla Regione, da un rappresentante della Provincia o della città metropolitana di Venezia e da un rappresentante per ciascun settore espresso dalle associazioni del settore primario, della promozione turistica, delle associazioni venatori ed ittiche e due rappresentanti espressi dalle associazioni ambientaliste. L’amministrazione vera e propria spetterà al Consiglio direttivo, composto da cinque membri, tre dei quali saranno nominati direttamente dal presidente della Regione tra i sindaci e gli esperti di nomina regionale che compongono la Comunità del Parco e due saranno proposti dalla stessa Comunità, purché in possesso di adeguato curriculum ed esperienza in materia gestionale-amministrativa o in materia di conservazione e valorizzazione del patrimonio naturale-rurale. Dei due soggetti indicati dalla Comunità, uno, che svolge la sua attività principale nel parco, viene proposto dalle associazioni più rappresentative nel settore produttivo-primario. Nel caso in cui nel territorio del parco sia costituita una associazione di proprietari, che rappresenti almeno il 60 per cento dei terreni agro-silvo-pastorali privati inclusi nel parco, l’indicazione del rappresentante del settore agricolo produttivo avviene da parte dell’associazione dei proprietari sentite le succitate associazioni del settore primario.
Il Presidente del parco è nominato dal Presidente della Giunta regionale fra i componenti del Consiglio direttivo. Completano l’organigramma del funzionamento dei Parchi due organi consultivi: la Consulta del parco, costituita dai rappresentanti di varie associazioni, e il Comitato scientifico.