Vertice in Regione per programmare la futura prevenzione dell’aviaria

La Regione del Veneto si sta attrezzando per individuare, in accordo con tutti i protagonisti del settore, le misure utili a intervenire contro l’influenza aviaria, principalmente mirate alla prevenzione.
Con questo scopo, l’Assessore alla Sanità della Regione ha incontrato nei giorni scorsi i responsabili dell’Istituto Zooprofilattico delle Venezie, i tecnici regionali di settore, i rappresentanti della filiera avicola e delle associazioni di categoria e i professionisti veterinari che seguono la situazione. Per Confagricoltura era presente all’incontro il Presidente della SRP Avicoltura e Presidente di Confagricoltura Padova Michele Barbetta.

Nella sostanza è stata riconfermata la posizione già espressa un paio di mesi fa per cui non saranno previsti nuovi allevamenti  sia confinati, sia all’aperto , all’interno della fascia rossa considerata ad alta densità ed ad alto rischio, mentre nella zona color crema saranno valutati caso per caso e nella zona verde, sopra l’autostrada A4 non verranno poste alcune restrizioni.

Va ricordato che il 30 giugno prossimo scadranno i provvedimenti ministeriali che prevedono il divieto di allevamento all’aperto nelle aree a rischio (il Veneto ne è interamente ricompreso), e che è necessario assumere le conseguenti decisioni sulle misure da adottare a livello regionale dopo tale data. Le aree venete a più elevata intensità di allevamenti sono il veronese, il basso vicentino e il padovano.
A livello nazionale, nel 2017 si è assistito a una nuova emergenza epidemica, con l’abbattimento di milioni di animali e con costi per la pubblica amministrazione pari a 40 milioni di euro, dei quali circa 11 milioni 200 mila euro solo in Veneto.

 

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