Male i seminativi, in caduta il prezzo dei terreni

Emo Capodilista all’assemblea annuale: “Corsa delle grandi aziende ad accaparrarsi i terreni. Ortofrutta in ascesa, grandi potenzialità dal nuovo polo logistico che sorgerà a Monselice”

Crisi nera per i seminativi, valore dei terreni in picchiata (-20 per cento in dieci anni), accorpamento fondiario delle grandi aziende, scarsità di acqua per l’agricoltura. Sono questi i dati più preoccupanti emersi dalla relazione del presidente provinciale Giordano Emo Capodilista nell’assemblea di Confagricoltura Padova, che si è svolta il 12 giugno all’agriturismo Casa Mia a Sant’Elena di Padova.

Il Presidente ha tracciato una panoramica dei vari comparti del settore primario padovano, soffermandosi sulla crisi dei seminativi, in particolare del mais, che registra ancora una contrazione delle superfici: – 12,6% solo nel 2016, nonostante Padova rimanga la prima provincia veneta per investimenti con 37.500 ettari. Soia e grano, sempre più utilizzate in alternativa al mais e alla bietola e in forte crescita, sono poco remunerative a causa del prezzo basso dei prezzi mondiali dei cereali e della riduzione degli aiuti comunitari.

“La difficile situazione economica dei seminativi ci pone seri interrogativi sul loro futuro e sui cambiamenti che sta generando nel tessuto aziendale – ha detto Emo Capodilista -. Oltre a una sensibile riduzione del prezzo dei terreni, registriamo fenomeni di accorpamento fondiario. Non sono però le piccole e medie dimensioni o i giovani ad acquisire terreni, ma le grandi realtà, che investono in agricoltura per la realizzazione di vigneti o impianti di biogas. Positivo invece è la ricerca di alternative ai seminativi come la coltivazione della canapa, del nocciolo e del biologico”.

L’altro tasto dolente su cui si è soffermato il presidente è la carenza di acqua: “Alla scarsità di precipitazioni invernali e alla conseguente esiguità delle riserve di bacino, la Regione ha fatto fronte con disposizioni che limitano gli impieghi irrigui – ha detto Emo Capodilista -. Un grosso problema per gli agricoltori, cui si aggiunge il grave pericolo dell’inquinamento delle acque di falda e di quelle superficiali causato dalle sostanze Pfas in un’ampia tra Vicenza, Verona e Padova”.

Continua invece il periodo d’oro del settore vitivinicolo, trascinato dal fenomeno del Prosecco testimoniata dal boom della richiesta di nuove autorizzazioni all’impianto: “A fronte di una disponibilità di 865 ettari, nella nostra regione sono state presentate richieste per oltre 90.000 ettari, vale a dire 100 volte tanto – ha sottolineato il presidente -. In ripresa anche la zootecnia, con un aumento di produzione di latte in provincia di Padova, a fronte di un calo del prezzo dell’8%. Bene la carne suina, che ha ripreso a volare grazie alla riapertura del mercato cinese, mentre continua la difficoltà per le carni avicole e le uova. Infine in risalita l’ortofrutta, con la spesa per frutta e verdura che nel 2016 ha superato per la prima volta quella della carne: nel Maap di corso Stati Uniti scorrono ogni giorno 12.000 quintali di ortofrutta, il 30% dei quali importati dall’estero e il 55% destinati all’export. Nel nostro territorio ci sono molte potenzialità di sviluppo per le nostre aziende, basti citare il polo logistico di Aspiag (Despar) che sorgerà a Monselice: 130.000 metri quadrati per la raccolta, lo smistamento e la lavorazione di tonnellate di prodotti agroalimentari”.

Secondo Emo Capodilista c’è l’occasione di aumentare il valore dei prodotti, ma serve “una solida alleanza con l’industria e la distribuzione agroalimentare”. Le sfide sono la tracciabilità dei prodotti, “la smart farming e precision agricolture (aziende intelligenti e agricoltura di precisione), l’innovazione dei prodotti e dei processi tecnologici, l’attenzione alle esigenze dei consumatori e alla sostenibilità ambientale. Anche le Nbt, le nuove biotecnologie in agricoltura, ci fanno ben sperare per creare piante e prodotti capaci di risolvere i problemi della nostra agricoltura, anche di quella biologica, senza maggiori rischi per l’ambiente e per il consumatore. Noi continueremo a promuovere l’innovazione all’interno delle nostre aziende, anche stringendo rapporti con l’Università”.