Il 35enne imprenditore agricolo di Conselve guiderà l’associazione fino al 2029 insieme alla nuova squadra dirigente: al centro del mandato partecipazione, innovazione, rappresentanza e rilancio del ruolo dei giovani nell’agricoltura padovana

Nel pomeriggio di lunedì 4 maggio si sono svolte le elezioni di ANGA Padova, l’Associazione Nazionale Giovani Agricoltori di Confagricoltura, appuntamento che ha segnato il rinnovo della rappresentanza dei giovani imprenditori agricoli del territorio e aperto una nuova fase per l’organizzazione provinciale. A guidare il gruppo sarà Mattia Meneghesso, 35 anni di Conselve, eletto presidente insieme ai vicepresidenti Alessandro Lovato e Alberto Peraro, mentre Andrea Pattaro entrerà nel Consiglio di Amministrazione come delegato. Completano il nuovo consiglio Davide Berto, Nicolò Capuzzo, Francesco Lazzarin, Lorenzo Marsilio, Luca Pattaro, Marco Rango, Nicolò Rizzetto, Mattia Salmistraro, Matteo Stoppa, Emanuel Zanon, Stefano Mattiolo, Samuele Menesello e Manuel Rossi.

Con la nuova elezione si apre un mandato che accompagnerà ANGA Padova fino al 2029. Meneghesso succede a Samuele Menesello, 26 anni, terza generazione degli allevamenti “Fattorie Menesello” di Lozzo Atestino e Division Manager di NaturaOrganica s.r.l., che ha guidato l’associazione negli ultimi anni contribuendo a mantenerne viva la presenza nel panorama agricolo provinciale. Il nuovo presidente, pur senza precedenti esperienze associative interne ad ANGA, ha costruito nel tempo un forte legame con il territorio e con il mondo agricolo padovano. Legale rappresentante dell’Azienda Agricola Sant’Orsola di Conselve, conduce circa 20 ettari vitati nell’area del Conselvano e affianca all’attività agricola una realtà di lavorazioni in conto terzi. È inoltre consigliere della Pro Loco di San Pietro Viminario ed è tra gli ideatori di “Agrialbero”, l’iniziativa che negli ultimi anni ha trasformato decine di trattori in un grande albero di Natale luminoso, diventando un appuntamento capace di richiamare circa duemila persone tra famiglie, bambini e curiosi.

Proprio da questa esperienza nasce una delle linee guida del nuovo corso associativo. “L’ANGA non è del Presidente, ma di ogni giovane agricoltore che ogni giorno investe nel futuro della nostra terra. Se voi ci siete, io ci sono”, ha dichiarato Meneghesso nel suo primo intervento da presidente, sottolineando fin da subito l’idea di una leadership condivisa e partecipata. Una visione che si lega alla volontà di rafforzare il senso di appartenenza all’associazione e di riportare al centro il ruolo dei giovani nel costruire il futuro dell’agricoltura padovana.

“Faccio l’agricoltore per scelta e per passione – ha spiegato Meneghesso – conosco il sacrificio delle cinque del mattino, la complessità dei bandi e le sfide del mercato. È questa esperienza concreta che voglio mettere a disposizione della nostra comunità”. Un approccio pragmatico che si traduce in un programma orientato all’ascolto diretto delle aziende agricole e alla necessità di riportare l’associazione sempre più vicino al territorio. Tra gli obiettivi indicati dal neo presidente c’è infatti quello di spostare il baricentro dell’attività “dagli uffici ai campi”, visitando le imprese per raccogliere problematiche e necessità reali degli agricoltori.

Accanto a questo, il mandato punterà sulla formazione e sull’innovazione, con particolare attenzione ai temi dell’agricoltura 4.0, della gestione dei PSR, della burocrazia e del ricambio generazionale, attraverso collaborazioni con università, scuole e istituti di credito. Un’altra direttrice sarà quella della rappresentanza sindacale, con l’intenzione di rendere ANGA una voce più incisiva nei confronti delle istituzioni sui temi dei prezzi agricoli, della gestione delle risorse idriche e della fauna selvatica. Centrale sarà anche il tema della rete tra imprenditori, per superare l’isolamento delle singole aziende e creare occasioni di confronto tecnico, umano e professionale, riallacciando i rapporti con le altre province venete.

La nuova squadra che affiancherà Meneghesso riflette la varietà e la forza dell’agricoltura padovana. Alessandro Lovato, 35 anni, agrotecnico e legale rappresentante della Società Agricola Corte Lovato di Bovolenta, coltiva 46 ettari tra il Piovese e Piove di Sacco, con produzioni a seminativo e vigneto. L’azienda è specializzata nella coltivazione di frumento tenero, mais, soia e barbabietola, oltre a vigneti DOC e IGT delle varietà Glera, Chardonnay e Pinot Grigio, gestiti secondo il disciplinare regionale di Produzione Integrata SQNPI. Alberto Peraro entrerà invece nel gruppo di presidenza con il ruolo di vicepresidente. Andrea Pattaro, 28 anni, legale rappresentante della Società Agricola Alba di Vescovana, conduce insieme al fratello Luca 65 ettari a seminativo nella zona estense e un allevamento intensivo da 526 mila galline ovaiole; il suo ingresso nel Consiglio Direttivo di Confagricoltura Padova come delegato ANGA rafforza ulteriormente il collegamento tra il mondo giovanile e l’organizzazione provinciale.

Alla base della nuova presidenza c’è anche una riflessione sul futuro dell’associazione e sulla necessità di rafforzarne la partecipazione. “Qualche anno fa la nostra comunità contava oltre settanta soci; oggi siamo circa ventisette”, ha osservato Meneghesso. “È il momento di invertire questa tendenza. Riunire tutti i ragazzi del territorio padovano non è solo un desiderio, è una necessità strategica: più siamo, più alto sarà il nostro potere contrattuale nelle sedi che contano”. Un messaggio che lega il tema della rappresentanza a quello della crescita di una nuova classe dirigente agricola. “La storia di Confagricoltura è passata da qui – ha ricordato il neo presidente – i grandi presidenti, prima di guidare l’organizzazione senior, hanno ricoperto cariche in ANGA. Far parte di questo gruppo è un’esperienza straordinaria, il modo migliore per crescere come imprenditori e come rappresentanti del nostro settore”.

Il nuovo mandato si apre quindi con l’obiettivo di ricostruire partecipazione, rafforzare il peso dei giovani agricoltori nelle scelte del territorio e consolidare una rete capace di unire imprese, comunità locali e istituzioni. “Non prometto bacchette magiche – ha concluso Meneghesso – ma garantisco tempo, ascolto e la ferma volontà di agire. Il futuro dell’agricoltura padovana è nelle nostre mani. Lavoriamo insieme”.