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Con Ordinanza n. 72 dell’1 luglio 2026, pubblicata sul BUR n. 87 del 2 luglio 2026, il Presidente della Giunta regionale del Veneto, Alberto Stefani, ha dichiarato lo stato di emergenza regionale per deficit idrico su tutto il territorio veneto, ai sensi dell’art. 15 della L.R. 1° giugno 2022, n. 13 e dell’art. 1 della L.R. 16 agosto 2007, n. 20. Il provvedimento riguarda sia il rischio da carenza idrica generalizzata, sia il rischio connesso alla risalita del cuneo salino nel tratto terminale del fiume Po e nel Delta.

L’ordinanza richiama i Rapporti sulla risorsa idrica pubblicati da ARPAV relativi ai primi cinque mesi del 2026, da cui emerge per l’anno idrologico 2025/2026 un deficit idrico generalizzato su tutto il territorio regionale. I dati principali riportati nel provvedimento sono i seguenti:

Deficit di precipitazioni -21% a marzo 2026; aprile 2026 quarto più secco e caldo della storia recente del Veneto; maggio ancora sotto media
Cumulata anno idrologico 525 mm contro i 727 mm storici al 31 maggio 2026 (dal 1° ottobre 2025): deficit del -28%, pari a circa 2,4 miliardi di m³ di acqua mancanti
Risorsa nivale (SWE) Quasi totalmente esaurita a fine maggio: 10-15 Mm³ nel bacino del Piave, 2-5 Mm³ nel bacino del Brenta
Portate dei fiumi Deficit strutturale nei bacini principali: Brenta -23%, Po -23%, Adige -21%, rispetto alle medie storiche
Lago di Garda Sceso a fine maggio sotto il 50° percentile storico, dopo essere stato sopra il 75° a febbraio
Falde dell’Alta Pianura Veronese, Vicentino e Trevisano sotto i minimi storici stagionali, per mancata ricarica primaverile
Fiume Po a Pontelagoscuro Portata scesa da 892 m³/s (media maggio) a circa 260 m³/s al 29 giugno, ben al di sotto della soglia critica di 450 m³/s per il contrasto all’intrusione salina

 

Il provvedimento non introduce, per il momento, divieti generalizzati o sanzioni dirette, ma dichiara lo stato di emergenza e formula una serie di raccomandazioni operative rivolte ai diversi soggetti coinvolti nella gestione della risorsa idrica

Le indicazioni per i Consorzi di bonifica e per le aziende agricole – L’ordinanza dedica una parte rilevante alle raccomandazioni per il mondo agricolo, richiamando il principio dell’art. 167 del D.Lgs. 152/2006, secondo cui nei periodi di siccità la priorità nell’uso della risorsa idrica va assicurata prima al consumo umano e, a seguire, all’uso agricolo, compresa l’acquacoltura. Ai Consorzi irrigui di tutto il Veneto viene raccomandato di:

  • attivare campagne di sensibilizzazione presso i consorziati per un uso accorto della risorsa, orientato ai reali fabbisogni irrigui delle colture, anche tramite strumenti di consiglio irriguo;
  • rendere gli operatori agricoli consapevoli del rischio di aggravamento della carenza idrica nei mesi di luglio e agosto, tradizionalmente di più intensa attività irrigua;
  • predisporre “piani di siccità”, quali misure del Piano di gestione delle acque, comunicandoli tempestivamente alla Regione e all’Osservatorio Permanente competente.

Per i Consorzi irrigui del territorio ricadente nel Distretto del fiume Po (Polesine e Delta), le indicazioni sono più stringenti e prevedono, tra l’altro, il razionamento dell’acqua con aperture temporanee delle derivazioni in condizioni di bassa marea, l’innalzamento al massimo del livello della rete promiscua per invasare la maggior quantità possibile di risorsa, il ricorso a motopompe di emergenza e, più in generale, l’adozione di tutte le misure straordinarie utili a fronteggiare la carenza idrica.

Altre misure – Ai gestori degli invasi idroelettrici dell’area montana viene chiesto di orientare la gestione degli invasi a favore dell’accumulo di risorsa idrica, per un’eventuale integrazione dei deflussi naturali nel prosieguo della stagione irrigua, fermi restando gli obblighi di rilascio del deflusso minimo vitale. Agli Enti d’Ambito e ai gestori del servizio idrico integrato viene raccomandato di comunicare ai Comuni eventuali misure di contingentamento per usi non prioritari, quali irrigazione di orti e giardini, lavaggio di aree cortilizie e veicoli, riempimento di piscine e fontane ornamentali. Ad ANCI Veneto viene chiesto di sensibilizzare i Comuni sull’uso accorto dell’acqua da pozzi domestici e di valutare la sospensione temporanea dei prelievi da falda per usi non prioritari, in particolare ornamentali.

Infine, l’ordinanza dispone l’avvio di un Tavolo di lavoro regionale per aggiornare il censimento dei pozzi domestici e la loro rispondenza al Piano di Tutela delle Acque, con la partecipazione della Provincia di Belluno, degli Enti d’Ambito, dei gestori del servizio idrico integrato, di ANCI Veneto e delle strutture regionali competenti, oltre alla richiesta all’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po di convocare con urgenza l’Osservatorio Permanente per rivalutare il grado di severità idrica.