Esenzione IRPEF sui terreni, gasolio agricolo e credito 4.0 restano nel disegno di legge. Il testo passa ora alla Camera: ecco cosa sappiamo e cosa resta da chiarire.
Il 28 ottobre il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di bilancio 2027: circa 26 miliardi di euro, di cui circa 9 servono a confermare misure che altrimenti scadrebbero a fine 2026. Per coltivatori diretti e IAP le notizie principali sono tre: proroga dell’esenzione IRPEF sui terreni, circa 1 miliardo per il gasolio agricolo e 160 milioni per il credito d’imposta Agricoltura 4.0. Per ora non c’è nulla da fare: il Parlamento può ancora modificare il testo, che dovrebbe valere dal 1° gennaio 2027.
L’agevolazione IRPEF riguarda solo coltivatori diretti e IAP iscritti alla previdenza agricola. Il Governo parla di «azzeramento», ma l’esenzione non è totale per tutti: secondo le anticipazioni di stampa del 30 ottobre restano le stesse soglie del 2026, fissate dall’art. 1, comma 15, della legge 30 dicembre 2025, n. 199 (GU n. 301 del 30 dicembre 2025, S.O. n. 42). I redditi dominicali e agrari, sommati, sono esenti fino a 10.000 euro, contano per metà nella parte tra 10.000 e 15.000 euro e sono tassati per intero oltre i 15.000 euro. Con 12.000 euro di redditi (già rivalutati), per esempio, i primi 10.000 sono esenti e i restanti 2.000 contano per metà: l’imponibile è di 1.000 euro. Chi non è coltivatore diretto o IAP iscritto alla previdenza agricola dichiara questi redditi per intero.
Il miliardo per il gasolio serve a prorogare le agevolazioni sulle accise del gasolio agricolo. I comunicati non indicano novità sulle quantità assegnabili: fino all’approvazione della legge valgono le regole attuali.
Il credito d’imposta Agricoltura 4.0 vale oggi il 40% del costo di beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, compresi negli allegati IV e V della legge n. 199/2025, su una spesa massima di 1 milione di euro, per investimenti dal 1° gennaio 2026 al 28 settembre 2028 (art. 1, commi 454-459). Il limite vero sono le risorse: 2,1 milioni di euro l’anno, 6,3 milioni in tutto per il triennio 2026-2028 (comma 457). I 160 milioni annunciati sono oltre 25 volte tanto e il credito resterebbe operativo fino al 2029, per trattori e macchine ad alto contenuto tecnologico, agricoltura di precisione e sistemi digitali di monitoraggio delle colture. Ripartizione negli anni, aliquota e modalità di accesso andranno verificate sul testo: chi ha investimenti in programma ne parli per tempo con il consulente.
Per i datori di lavoro agricoli il disegno di legge conferma l’imposta sostitutiva del 5% sugli aumenti da rinnovi contrattuali e proroga al 31 dicembre 2027 gli esoneri contributivi per le assunzioni a tempo indeterminato di donne, giovani e lavoratori nelle ZES. Solo per il 2027 prevede una deduzione maggiorata per le nuove assunzioni (40% per i giovani sotto i 36 anni, 80% per le lavoratrici madri): chi dichiara il reddito su base catastale verifichi con l’ufficio fiscale se può usarla. Per i giovani arrivano un’imposta all’1% sugli aumenti di reddito da lavoro dipendente, entro limiti non ancora precisati, e fringe benefit esenti fino a 2.000 euro per chi ha fino a 30 anni. L’imposta all’1% sui premi di produttività, invece, è già legge per il 2026 e il 2027 (art. 1, comma 9, legge n. 199/2025), entro 5.000 euro l’anno e per chi nell’anno precedente ha avuto un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro.
Tra le altre novità, la soglia di ricavi per il regime forfettario sale da 85.000 a 100.000 euro ai fini delle imposte sui redditi, mentre per l’esenzione IVA resta a 85.000 euro in attesa del via libera europeo; plastic tax e sugar tax restano sospese fino al 1° luglio 2027; la cedolare secca viene estesa agli immobili commerciali, con condizioni da verificare sul testo. Il credito d’imposta ZES unica da 2,4 miliardi riguarda il Mezzogiorno e alcune aree di Marche e Umbria, non il Veneto.
Quest’anno la prima lettura spetta alla Camera, dove a novembre si terranno audizioni ed emendamenti; a dicembre il voto e poi il passaggio al Senato, con approvazione definitiva entro il 31 dicembre. Durante l’esame il testo può cambiare. Confagricoltura ha giudicato le misure per il settore primario nella giusta direzione, in una fase segnata da costi energetici in forte aumento, e seguirà il percorso parlamentare. Fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale restano valide le regole del 2026.
Da non confondere con la manovra: è già aperta, fino al 20 novembre 2026, la domanda ad AGEA per il contributo a fondo perduto del 20% sul gasolio e sulla benzina agricoli acquistati dal 1° giugno al 15 ottobre 2026 (art. 6 del decreto-legge 23 ottobre 2026, n. 193, GU n. 247 del 23 ottobre 2026; Istruzioni operative AGEA n. 91/2026).

