Il contributo riguarda il gasolio acquistato dal 1° giugno al 15 ottobre 2026. Le modalità di domanda saranno indicate da AGEA.
Il Governo ha approvato un aiuto da 60 milioni di euro per le aziende agricole colpite dal caro gasolio. Secondo quanto comunicato, copre il 20% della spesa per il gasolio acquistato dal 1° giugno al 15 ottobre 2026, fino a 45 centesimi al litro, e viene pagato da AGEA sul conto indicato nel fascicolo aziendale. Le istruzioni per la domanda non sono ancora uscite.
A differenza della misura dei mesi scorsi, non è un credito d’imposta da usare in compensazione con le tasse: è un contributo a fondo perduto, non tassato. Era una richiesta delle organizzazioni agricole, perché molte aziende non riuscivano a sfruttare fino in fondo il credito. Possono ottenerlo le stesse aziende agricole che avevano diritto al credito d’imposta per il periodo marzo-maggio 2026.
AGEA indicherà a breve come inviare le fatture di acquisto del carburante, e il pagamento è previsto entro i trenta giorni successivi, direttamente sul conto del fascicolo aziendale. Per questo è opportuno tenere pronte le fatture del gasolio del periodo e verificare che le coordinate bancarie nel fascicolo siano aggiornate.
Dalla notizia ricevuta non risultano la scadenza per presentare la documentazione, eventuali limiti per azienda e il testo definitivo del decreto, che dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Appena disponibili, vi aggiorniamo.
Il decreto prevede anche altre misure. Per la pesca stanzia 10 milioni di euro, con un contributo pari al 10% della spesa per il carburante nello stesso periodo. All’autotrasporto vanno 105 milioni di euro di credito d’imposta sul gasolio acquistato da marzo al 5 ottobre, con la possibilità di sospendere le rate di leasing dei camion fino al 31 marzo 2027.
Il decreto introduce inoltre il cosiddetto “fuel surcharge”: nelle fatture di trasporto la quota dovuta al costo del carburante sarà indicata a parte, sulla base di valori di riferimento aggiornati ogni tre mesi dal Ministero dei Trasporti. La novità riguarda anche le aziende agricole che affidano a terzi il trasporto dei propri prodotti. Confagricoltura chiede infine all’Unione europea di fissare un tetto al prezzo dei carburanti valido in tutto il mercato unico.
