Emo Capodilista entra nella giunta nazionale di Confagricoltura

Giordano Emo Capodilista, presidente di Confagricoltura Padova, è stato eletto tra i componenti della giunta nazionale dell’associazione. La nomina è avvenuta ieri, giovedì 30 marzo, a Roma, nell’assemblea che ha eletto il nuovo presidente nazionale, Massimiliano Giansanti, che succede a Mario Guidi.

Emo Capodilista, 54 anni, titolare di un’azienda agricola a indirizzo prevalentemente vitivinicolo in provincia di Padova, è una delle sette new entry della giunta di Confagricoltura nazionale, che è stata completamente rinnovata e resterà in carica per tre anni. È anche Vicepresidente di Confagricoltura Veneto. Il Presidente Giansanti ha annunciato che a ogni componente dell’esecutivo verrà affidato un incarico specifico, che affronterà insieme a un team di lavoro. L’obiettivo è creare una stretta sinergia tra organizzazione, territorio e aziende.

«Sono onorato di entrare a far parte della giunta nazionale – commenta Emo Capodilista -, dove mi impegnerò al massimo per rappresentare non solo il Veneto, ma anche il Triveneto. L’incarico che andrò a ricoprire con ogni probabilità sarà quello dell’internazionalizzazione, chiesto a gran voce da tutti i presidenti veneti perché per l’agroalimentare veneto l’export è una voce fondamentale e in continua crescita. Per questo dobbiamo mettere a punto strategie e iniziative per supportare le nostre aziende a crescere e ad espandersi sempre di più nel mercato globale».

“Negli ultimi anni gli imprenditori italiani si sono confrontati sempre più con un mercato governato dalla globalizzazione e dalle dure leggi dell’economia – ha detto Giansanti, 43 anni, romano -. E, pur in mezzo a tante difficoltà, hanno mostrato grandi capacità. Il nostro stile, le nostre tradizioni, le nostre storie caratterizzano i nostri straordinari prodotti: il made in Italy, un’eccellenza che tutto il mondo ci invidia, deve diventare un vero valore aggiunto per le nostre imprese”.

Le inefficienze del sistema Italia, ha aggiunto Giansanti, sono la vera spina nel fianco dell’agricoltura italiana, impedendole di essere competitiva sui mercati europei ed extraeuropei. Per questo al centro del suo programma c’è l’impresa, con gli strumenti necessari per farla crescere: semplificazione amministrativa, riforma del mercato del lavoro, costi della previdenza in linea con l’Europa, politiche energetiche e per l’ambiente, creazione di filiere, accesso al credito e a nuovi strumenti finanziari e assicurativi, sviluppo dell’innovazione.

Le imprese associate a Confagricoltura sono i due terzi del totale delle imprese del comparto e assumono oltre 500.000 lavoratori.