Giustiniani, Confagricoltura Veneto: servono misure per far ripartire le aziende

Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto, fa il punto sulla situazione dell’agricoltura alla luce dell’emergenza coronavirus e traccia le prospettive future per il settore:

“Il blocco della circolazione e lo stop a tutte le attività del circuito Horeca (hotel, ristorazione, bar ed enoteche) hanno causato ricadute pesanti su vendite e prezzi, anche se alcuni settori ne hanno risentito più di altri. Tengono il mercato dei bovini e dei conigli, mentre la carne suina, che era partita molto bene, ora sta registrando un calo dei prezzi e così il latte, che però ora sembrerebbe riprendere quota. In grande difficoltà è il settore del florovivaismo, che nonostante abbia ottenuto pochi giorni fa il via libera alla vendita al dettaglio sta vivendo un grosso stallo nelle vendite. Male anche gli agriturismi, con le prenotazioni azzerate e una stagione che sarà comunque pregiudicata dall’assenza di turisti stranieri. C’è molta preoccupazione anche per il settore vitivinicolo, che ha subito un crollo delle vendite legate al blocco dell’Horeca e rischia di trovarsi di fronte a crisi di liquidità e a surplus produttivi. Inoltre ci sono i problemi legati alla carenza di manodopera, dovuta al blocco dei lavoratori provenienti in gran parte dall’Est europeo che avrebbero già dovuto arrivare per la raccolta delle fragole e degli asparagi, che è al via”. Per quanto riguarda le prospettive, “ci sono molte incognite, legate ai tempi, che non conosciamo, della fine dell’emergenza. Quando riapriranno le attività produttive? Quando tornerà il via alla circolazione? Dobbiamo essere consapevoli che, comunque vada, la ripresa sarà graduale e non senza difficoltà. Bisogna perciò mettere in atto per tempo misure che siano di supporto alle aziende agricole, per far ripartire l’economia locale. Per quanto riguarda la manodopera occorre mettere in campo subito strumenti flessibili e facilitati, come i voucher, per poter reperire lavoratori anche nelle fasce attualmente bloccate dall’emergenza: studenti, disoccupati, stagionali del mondo della ristorazione e del turismo. Serviranno anche strumenti che permettano di incrociare velocemente la domanda e l’offerta di lavoro. Il problema più grosso per tutto il settore agricolo sarà la necessità di liquidità, dovuta sia alle mancate vendite che a pagamenti saltati o rinviati. Avremo bisogno perciò di strumenti facili e flessibili per sostenere le imprese, che sono tuttora nei campi a lavorare seppure senza entrate, altrimenti c’è il rischio che il settore vada in asfissia., e anche di misure di promozione come gli Ocm, che andranno indirizzate non solo al mercato extraeuropeo come avviene oggi, ma anche a quello interno dell’Ue. Per quanto riguarda il settore vitivinicolo dobbiamo evitare di arrivare impreparati alla vendemmia, attivando misure che ci consentano di far fronte alle diverse problematiche, come le riduzioni delle rese e la “vendemmia verde”.