Nicola Selmin è il nuovo Presidente di Anga Padova

Viticoltore, 29 anni, è di Galzignano Terme. Guiderà i giovani di Confagricoltura fino al 2022

Studi di informatica e laurea in enologia. Il giusto mix tra tecnologia e innovazione è il bagaglio con cui Nicola Selmin, 29 anni, prende le redini di Anga Padova, l’associazione dei giovani di Confagricoltura. Il giovane, dell’azienda vitivinicola ‘Il Pianzio’ di Galzignano Terme, è stato eletto presidente per il prossimo triennio al posto di Andrea Ramazzotto, e avrà il sostegno di due vicepresidenti: Laura Barduca, dell’azienda ‘Barduca Bio’ di Borgoricco e Caterina Marsilio, dell’azienda ‘Marsilio Gabriele e Federico’ di Pozzonovo. Completeranno il Consiglio provinciale Luca Tonelli, come referente per il settore cereali, dell’azienda ‘Gagliardo di Crisafulli Laura’ di Este; Giovanni Marsilio, referente zootecnico, dell’azienda ‘Marsilio Gabriele e Federico’ di Pozzonovo; Valerio Franceschi, referente ortofrutta e bio, dell’azienda ‘Franceschi Vasco’ di Castelbaldo e Giulio Musini, referente vitivinicolo, dell’azienda ‘Tenuta di Bagnoli’ di Bagnoli di Sopra.

Selmin, quarta generazione di una famiglia di agricoltori dei colli Euganei che produce vino da circa 15 ettari di vigneti, dopo gli studi informatici si è innamorato del lavoro in cantina e, portata a termine la laurea in enologia, si è inserito stabilmente nell’azienda vitivinicola familiare. Tramite Anga ha compiuto un’importante esperienza formativa di lavoro-studio in Australia: “Intraprendo con entusiasmo questo incarico – dice – perché credo che l’associazione possa essere per i giovani un luogo di sostegno, interscambio e crescita professionale, che si concretizza in momenti di formazione, orientamento e visita alle diverse realtà aziendali del territorio. Essere giovani agricoltori oggi non è semplice, perché dobbiamo affrontare molte criticità burocratiche e inoltre ci troviamo di fronte a uno scenario tutto da decifrare, che è quello del cambiamento climatico”.

Oggi i giovani agricoltori sono tutti laureati e hanno una marcia in più per apportare innovazione nelle aziende agricole, ma non sempre hanno il giusto sostegno: “I giovani possono portare nuova linfa in un sistema lavorativo che ha bisogno di essere svecchiato – sottolinea Selmin -, ma c’è bisogno di più supporto e agevolazioni per far partire le start-up o favorire il ricambio generazionale. Da parte nostra dobbiamo cercare di unire le nozioni teoriche che abbiamo appreso alle conoscenze pratiche che ci hanno tramandato i nostri genitori per mettere a punto progetti innovativi e competitivi per il mercato”.