Salsiccia vegana? Hamburger vegano? No, grazie

Confagricoltura Veneto aderisce alla campagna “Ceci n’est pas un steak” (questa non è una bistecca) contro l’abuso delle denominazioni della carne lanciata dalle organizzazioni europee del settore zootecnico. Gli eurodeputati hanno infatti riaperto il dibattito sulla possibilità di utilizzare i nomi dati alle carni e ai prodotti lattiero caseari per le imitazioni vegetali e già il mese prossimo il Parlamento europeo potrebbe decidere di dare il via libera al “meat sounding”.

“Noi diciamo no e lanciamo l’appello alla mobilitazione del settore zootecnico – dichiara Rudy Milani, presidente degli allevatori suini di Confagricoltura Veneto -. Chiediamo che il lavoro degli agricoltori e dei lavoratori del settore dell’allevamento non venga minato da una commercializzazione ingannevole e sleale, che rischia di mettere in ginocchio un settore già in sofferenza a causa dell’emergenza Covid. Ma attenzione: gli agricoltori veneti hanno interesse a produrre proteine sia vegetali che animali e non sono contrari alla produzione di proteine vegetali per prodotti vegani. Però è giusto che ogni prodotto sia chiamato con il proprio nome, fornendo le corrette indicazioni come indicano le linee guida per la tracciabilità e l’etichettatura delle carni, evitando di ingenerare confusione nei consumatori”. Il settore delle carni è stato messo a dura prova dalla pandemia, con prezzi in caduta libera soprattutto per la carne bovina e suina. Meglio va il consumo delle carni bianche e delle uova, ma proprio per questo è importante tutelare le produzioni. “Ancora una volta assistiamo a un tentativo di mettere a repentaglio il nostro lavoro – sottolinea Michele Barbetta, presidente degli avicoltori di Confagricoltura Veneto -. In Veneto facciamo fronte a investimenti enormi per ammodernare gli impianti ed essere in regola con le norme sul benessere animale. Produciamo carne e uova di ottima qualità, con una tracciatura che garantisce il consumatore sulla provenienza e sulla freschezza. Il settore dei prodotti vegetali deve riuscire a guadagnarsi il riconoscimento dei consumatori grazie alla qualità e a operazioni di marketing mirate, anziché copiarci o farci la guerra”.