Credito d’imposta “Industria 4.0”: due aspetti importanti

In questi mesi sono molte le imprese che stanno effettuando investimenti in beni strumentali nuovi, approfittando del credito d’imposta definito “Industria 4.0”, che può essere utilizzato in compensazione per il pagamento di imposte, tasse e contributi nel modello F24. Ritorniamo quindi sull’argomento, per ricordare alcuni aspetti importanti.

La possibilità di beneficiare del credito è espressamente subordinata anche alle seguenti condizioni:

  • il rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro applicabili in ciascun settore;
  • il corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a favore dei lavoratori.

L’effettiva fruizione dei crediti d’imposta presuppone, pertanto, la previa acquisizione del DURC, oltre che della documentazione attestante il rispetto delle normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. In caso di irregolarità, l’Agenzia delle Entrate procede al recupero dell’importo compensato, maggiorato di interessi e sanzioni, con eventuali conseguenze in tema di responsabilità di carattere civile, penale e amministrativo. Un punto controverso è quello riguardante la data dell’interconnessione e della perizia necessaria per investimenti oltre 300mila euro. Nel caso non vi sia la certezza giuridica della data, c’è il rischio che l’Agenzia delle Entrate faccia slittare di un anno la possibilità di beneficiare del credito. Pertanto, in attesa di chiarimenti ufficiali, si consiglia di attribuire la data certa alla perizia mediante giuramento della stessa oppure a mezzo posta elettronica certificata e, a titolo prudenziale, di scegliere questa modalità (la pec) anche nel caso di autocertificazione.