Agricoltori in piazza a Ferrara per chiedere di salvare i settori colpiti dalla cimice asiatica

Quasi 5 mila agricoltori provenienti anche da Veneto, Lombardia, Trentino, Friuli ed Emilia Romagna, hanno preso parte alla manifestazione indetta ieri da Agrinsieme a Ferrara, per denunciare ancora una volta la calamità della cimice asiatica.

Un flagello che sta addirittura azzerando intere colture. Oltre ai presidenti nazionali di Confagricoltura, Cia e Copagri, sono intervenuti l’assessore regionale all’agricoltura del Veneto, Giuseppe Pan, e il presidente della Regione Emilia Romagna Stefano Bonaccini.

Confagricoltura ha ribadito la necessità di andare oltre le divisioni politiche per ottenere risultati concreti. Sul palco allestito in piazza Municipale si sono alternati rappresentanti del mondo agricolo, politico, associazionistico e cooperativo, per chiedere al governo risposte immediate per salvare un intero settore che rischia di scomparire.

Tra le critiche più accese ai governi che si sono succeduti nell’ultimo decennio c’è la decisione di ridurre sempre più le possibilità di utilizzo di una serie di fitofarmaci, in quanto dannosi per l’ecosistema, ma che rappresentavano gli unici strumenti a disposizione degli agricoltori per contrastare le invasioni di cimici e altri insetti infestanti.

“La protesta degli agricoltori è sacrosanta: la cimice asiatica è un vero e proprio flagello per le nostre campagne che richiede un piano di interventi nazionali e il sostegno finanziario dell’Europa” ha ribadito l’assessore veneto all’agricoltura Giuseppe Pan. Pan a Ferrara è tornato a sollecitare il governo a dare via libera al lancio di specie antagoniste e parassitoidi e ad incrementare gli 80 milioni stanziati dal piano di azione triennale: “Risorse chiaramente insufficienti – sottolinea Pan – per un flagello che continua a colpire il cosiddetto ‘frutteto’ d’Italia, dal Veneto al Friuli, dall’Emilia Romagna alla Lombardia al Piemonte. Il governo deve farsi sentire in Europa, perché non c’è solo l’emergenza Xilella a mettere in ginocchio il ‘made in Italy’. Trovare un rimedio contro il proliferare della cimice e dei vari insetti alieni che stanno alternando il nostro biosistema è interesse prioritario dell’intera comunità europea”.