Lavoratori immigrati, quote insufficienti per coprire le necessità delle aziende

Sono 80 i lavoratori stagionali assegnati alla provincia di Padova a fronte di 300 domande. Le raccolte stagionali della frutta e della verdura, ma anche altre attività stagionali, cominciano nel segno della carenza di manodopera. Il decreto flussi, pubblicato il 9 aprile scorso, ha autorizzato l’ingresso in Italia di un numero limitato di braccianti di provenienza extracomunitaria, tanto che le aziende lamentano una grossa difficoltà a trovare organico per le raccolte.

Per il lavoro stagionale nel settore agricolo e turistico-alberghiero, il ministero dell’Interno ha stabilito l’ingresso in Italia di 18.000 cittadini non comunitari residenti all’estero, che poi sono state ripartite tra le Regioni privilegiando quelle del Sud Italia. A Padova sono stati assegnate 60 quote per il lavoro stagionale e 20 per il lavoro stagionale pluriennale.Il numero è del tutto insufficiente per coprire le necessità di braccianti nei campi della provincia di Padova.

Confagricoltura Padova è impegnata nell’informazione e nell’assistenza alle proprie aziende per prevenire le situazioni di irregolarità e di caporalato ha sottolineato il presidente della nostra asociazione, Michele Barbetta, anche di fronte al Prefetto di Padova. Va perciò data una risposta concreta alle aziende agricole che chiedono lavoratori per le proprie attività, altrimenti si dà spazio al ricorso al lavoro non regolare.

Il secondo problema riguarda “la necessità di una maggiore collaborazione tra noi, associazioni datoriali che assistono le imprese agricole, e la pubblica amministrazione per un’adeguata verifica della regolarità delle società cooperative che offrono lavoro in agricoltura, soprattutto nell’appalto di servizi. Spesso si tratta di soggetti opachi, privi di referenze affidabili e non in possesso di certificazioni, in quanto spesso sono di recente costituzione. Stiamo quindi chiedendo alle istituzioni preposte una più stretta collaborazione per la verifica di tali soggetti, in quanto è necessario isolare dal mercato del lavoro e dei servizi in agricoltura elementi che operano nell’illegalità e perciò possono arrecare problemi alle nostre aziende.