Rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile: compilazione dal 23 giugno

Dal 23 giugno 2022 è disponibile presso l’apposita piattaforma ministeriale (https://servizi.lavoro.gov.it ) il nuovo applicativo informatico che consente la redazione del rapporto biennale sulla situazione del personale maschile e femminile.

Tutte le aziende pubbliche e private con più di 50 dipendenti sono tenute, a pena di sanzione, a redigere il rapporto (nel passato la soglia era di 100 dipendenti). A tal proposito, è necessario computare tutta la forza lavoro che risulti, a qualsiasi titolo, occupata in azienda al 31 dicembre dell’anno precedente a quello di redazione del rapporto. Anche gli operai agricoli a tempo determinato, in forza al 31.12, devono essere considerati per verificare l’eventuale superamento delle 50 unità.
Il rapporto serve ad esaminare gli aspetti della gestione del personale in un’ottica di genere, differenziando le informazioni relative ai lavoratori da quelle delle lavoratrici. Non devono essere inseriti dati relativi all’identità, ma soltanto al genere attraverso la compilazione di tre sezioni:

  1. Sezione 1: informazioni generali dell’azienda;
  2. Sezione 2: informazioni generali sul numero complessivo degli occupati;
  3. Sezione 3: informazioni generali sulle unità nell’ambito comunale.

Al termine della procedura, salvo errori e/o incongruenze, la piattaforma rilascia una ricevuta che deve essere trasmessa, ove presenti, alle RSA.
Per il 2022 la dichiarazione relativa al biennio 2020-2021 deve essere inviata entro e non oltre il 30 settembre. Per i bienni successivi l’invio deve essere fatto entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello del biennio di riferimento.
In caso di mancato adempimento dell’obbligo è prevista una sanzione pecuniaria da € 103,00 a € 516,00. In caso di inadempimento che perduri oltre dodici mesi, può essere disposta la sospensione per un anno degli eventuali benefici contributivi goduti dall’azienda.
In caso di rapporto mendace o incompleto, è prevista una sanzione pecuniaria da € 1.000,00 a € 5.000,00. Per le aziende con meno di cinquanta dipendenti, la redazione del rapporto è facoltativa.