È la nottua delle graminacee, innocua per persone e animali. La Regione non consiglia trattamenti sui prati.
Le larve che da settimane fanno seccare i prati stabili lungo il Brenta, tra le province di Padova e Vicenza, appartengono a Mythimna unipuncta, detta nottua delle graminacee o verme soldato. Lo ha comunicato il Servizio fitosanitario regionale con nota del 20 ottobre 2026. La Regione non ritiene opportuno trattare i prati e prevede che il fenomeno si esaurisca con il calo delle temperature. Semine e trasemine vanno rinviate.
I comuni segnalati sono, in provincia di Padova, San Pietro in Gu, Carmignano di Brenta, Cittadella, Gazzo, Grantorto e Vigonza; in provincia di Vicenza Camisano Vicentino, Pozzoleone, Sandrigo, Schiavon, Nove, Bolzano Vicentino, Quinto Vicentino e Bressanvido; in provincia di Treviso Loria.
La specie è stata identificata con sopralluoghi congiunti di Servizio fitosanitario, Università di Padova e Veneto Agricoltura, e con analisi morfologiche e molecolari. Sono stati esclusi gli organismi da quarantena prioritari per l’Unione europea; nei campioni c’è anche una presenza marginale di Helicoverpa. Le prime segnalazioni risalgono a fine agosto-inizio settembre, con molte farfalle notturne attirate dalle luci. La specie è migratoria e, secondo la Regione, il clima favorevole ha permesso una generazione in più. Sono colpiti soprattutto i prati umidi a bassa biodiversità, fatti quasi solo di graminacee.
Due precisazioni importanti per gli allevatori: l’insetto non è pericoloso per persone né per animali, domestici o da allevamento, e il suo sviluppo non dipende da reflui zootecnici o digestato. Il fenomeno non è quindi legato alla fertilizzazione organica.
Sui prati non si interviene con prodotti fitosanitari. Fa eccezione la colza nelle prime fasi di sviluppo, se c’è forte presenza di larve arrivate dai prati confinanti: l’intervento va valutato secondo le Linee tecniche di difesa integrata regionali, per le aziende in certificazione volontaria, o secondo l’etichetta dei prodotti autorizzati, per le altre. Semine e trasemine di prati e cereali autunno-vernini vanno rinviate a dopo il calo delle temperature.
Nei prati molto danneggiati la Regione consiglia di valutare la trasemina. Nei prati polifiti con buona biodiversità, di norma meno colpiti, è meglio favorire i ricacci e la ripresa dalla banca seme naturale. Per assistenza e materiale autoctono si può scrivere a bollettino.erbacee@venetoagricoltura.org.
Il Servizio fitosanitario, con Veneto Agricoltura, raccoglie le segnalazioni con i moduli pubblici sul sito regionale. Le segnalazioni possono passare anche dalla nostra associazione. Dalla prossima stagione partirà un monitoraggio specifico e sarà pubblicata una scheda informativa sulla specie e sulla gestione dei prati stabili.
