Mais: accordo con l’industria mangimistica per una filiera certificata

Rilanciare la produzione nazionale certificata e ridurre la dipendenza dall’estero che nel 2019 ha raggiunto il picco di 6,4 milioni di tonnellate pari a oltre un miliardo di euro e a circa il 50% del fabbisogno nazionale. Questo è l’obiettivo obiettivo che ha portato lo scorso 31 marzo alla firma dell’accordo quadro per il mais da granella di filiera italiana certificata. Esso dovrebbe favorire la stipula di contratti di filiera per il mais destinato all’alimentazione animale.

L’accordo è stato sottoscritto da Assalzoo in rappresentanza dell’industria mangimistica italiana, Ami, Cia, Confagricoltura e Copagri per i produttori agricoli, Alleanza delle cooperative, Assosementi e Origin Italia in rappresentanza dei Consorzi di indicazioni geografiche. Sarà valido per le campagne cerealicole 2020, 2021 e 2022. 

L’accordo prevede la possibilità di diversificare il rischio rispetto agli andamenti del mercato scegliendo tra diverse opzioni di fissazione del prezzo, a partire dalla possibilità di far riferimento a un prezzo di 195 euro per tonnellata. «L’Accordo quadro per il mais da granella di filiera italiana certificata – sottolineano – le associazioni firmatarie in una nota congiunta – rappresenta un primo concreto impegno per promuovere una ripresa produttiva di mais in Italia, ma è fondamentale che la filiera non venga lasciata sola in un momento così difficile come quello che stiamo attraversando, anche a causa

dell’emergenza coronavirus». Per questo, aggiungono le associazioni, «è di fondamentale importanza che questo sforzo venga supportato da un intervento pubblico specifico per il mais, ed è per tale ragione che tutta la filiera chiede ora l’impegno del ministero delle Politiche agricole, affinché vari con urgenza misure che incentivino la produzione maidicola attraverso uno specifico aiuto ad ettaro sul modello dell’incentivo grano duro “de minimis”. Una misura, questa, indispensabile per consentire agli agricoltori italiani di compiere uno sforzo produttivo che consenta di recuperare quella necessaria capacità di autoapprovvigionamento di mais a garanzia e a beneficio di tutta la filiera agro-zootecnica-alimentare italiana».