Lo scorso 16 aprile si è svolta una riunione della Direzione III “Agricoltura e sostenibilità ambientale” del MASAF, sul Piano di Ripristino della Natura. Come noto, la Commissione Ue ha previsto che ciascuno Stato membro trasmetta entro il primo settembre 2026 un Piano Nazionale (PNR) con le misure di ripristino per gli ecosistemi agricoli. Il Ministero ha informato di una prima bozza redatta del piano in collaborazione con il MASE.
Il PNR è uno strumento operativo fondamentale per l’Italia per attuare il Regolamento UE 2024/1191 sul ripristino della natura. Questo regolamento mira a garantire il recupero a lungo termine della biodiversità e della resilienza degli ecosistemi, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi UE in materia di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici.
Confagricoltura ha ricordato i tre aspetti che il Piano dovrebbe comprendere:
– garantire la partecipazione delle rappresentanze imprenditoriali ai processi di monitoraggio e coordinamento;
– tutelare la superficie agricola produttiva e le filiere strategiche, come la pioppicoltura, e non compromettere le aziende agricole che hanno garantito in questi anni un presidio costante del territorio e una manutenzione degli alvei fluviali;
– prevedere compensazioni economiche e i ristori per gli interventi che andranno a compromettere le attività produttive.
Riguardo al capitolo “Ripristino ecosistemi agricoli”, il ministero ha rassicurato che non ci saranno oneri per gli agricoltori. Le misure saranno quelle già previste dalle condizionalità PAC. Inoltre, verrà avviata una consultazione su una prima bozza del PNR a partire dal 22 aprile 2026.