Siccità – 200 milioni al fondo di solidarietà nazionale per i ristori

L’articolo 13 del Dl 115/2022 (DL Aiuti bis) ha incrementato di 200 milioni la dotazione del Fondo di solidarietà nazionale di cui al Dlgs 102/2004 per assicurare la ripresa e la continuità produttiva delle aziende agricole danneggiate dalla siccità.

Potranno beneficiare dell’intervento le imprese agricole iscritte nel registro delle imprese che  hanno  subito   danni   a causa della   siccita’   eccezionale verificatasi a partire dal mese di maggio 2022 e che non beneficiavano  della  copertura  assicurativa a fronte del rischio  siccità.

Gli interventi previsti dall’articolo 5 del Dlgs 102/2004, sul quale potranno contare le imprese non coperte da polizze contro la siccità, a condizione che il danno subito superi il 30% della produzione lorda vendibile, sono normalmente riservati al ristoro dei danni non ammissibili alle assicurazioni agevolate incentivate dal medesimo decreto. In questo caso si va in deroga a tale disposizione, per cui sono ammessi in via generale: contributi fino all’80% del danno sulla produzione lorda vendibile; erogazione di prestiti ad ammortamento quinquennale a tasso agevolato; proroga delle operazioni di credito agrario. Inoltre, per coltivatori diretti e imprenditori agricoli professionali, è prevista la riduzione fino al 50% dei contributi propri e del personale assunto in scadenza entro un anno dall’evento.

Ora le regioni stanno delimitando il territorio accertando il danno subito e, nel termine di 60 giorni dalla cessazione dell’evento calamitoso, devono deliberare la proposta di declaratoria dell’eccezionalità dell’evento. Il Ministero, entro 30 giorni dalle richieste delle regioni, «previo accertamento degli effetti degli eventi calamitosi», dichiarerà l’esistenza del carattere di eccezionalità individuando, sulla base della richiesta, territori danneggiati e provvidenze.  Dalla data di pubblicazione del decreto di declaratoria vi sono 45 giorni per presentare le domande.

In deroga alla procedura ordinaria, il decreto prevede anche la possibilità per le regioni richiedere, nelle more della deliberazione della proposta di declaratoria, «un’anticipazione delle somme del riparto a copertura delle spese sostenute in emergenza dalle imprese agricole per la continuazione dell’attività produttiva». A tale finalità sono destinati 40 dei 200 milioni stanziati.