Nel giro di poche settimane il Padovano ha conosciuto campi assetati e colture distrutte dal vento. Due strade concrete per far pesare i danni subiti: la segnalazione a Confagricoltura Padova e la denuncia di sinistro al Fondo AgriCat.
C’è un’immagine che racconta meglio di tante analisi cosa sta accadendo alla nostra agricoltura: nello stesso arco di poche settimane, aziende che chiedono acqua per salvare il mais e aziende che, a pochi chilometri di distanza, si ritrovano vigneti e frutteti sfregiati dalla grandine e serre scoperchiate dal vento. Due emergenze opposte, la stessa stagione, lo stesso territorio. Non è più un’anomalia da commentare è il modo in cui il clima si presenta oggi. Lunghi periodi di deficit idrico interrotti da eventi violenti e concentrati, che scaricano in venti minuti l’acqua di un mese e portano via il lavoro di un anno intero. Chi lavora la terra lo sa da tempo, spesso prima delle statistiche.
Le aziende hanno già fatto la loro parte
Va detto con chiarezza: le imprese agricole padovane non sono rimaste ferme. Hanno investito in impianti irrigui più efficienti, reti antigrandine, varietà più resistenti, polizze assicurative sempre più onerose. Hanno cambiato calendari di lavoro e scelte colturali. Ma c’è un limite oltre il quale l’adattamento non può essere un costo privato: la capacità di invaso e di accumulo dell’acqua, la manutenzione della rete idraulica, la sostenibilità del sistema assicurativo, la rapidità dei ristori sono questioni di politica pubblica, non di bilancio aziendale. Il rischio, altrimenti, è quello che vediamo già, aziende sane che escono dal mercato non per incapacità, ma per una successione di annate storte. Un’impresa può assorbire un colpo, ma difficilmente ne assorbe tre di fila. Per questo Confagricoltura Padova continuerà a chiedere alle amministrazioni competenti risposte strutturali e tempi certi. Le istituzioni, però, si muovono sui numeri, e i numeri li fanno le segnalazioni delle aziende. Ecco perché, in queste settimane, chiediamo ai soci tre cose molto concrete.
- Segnala i danni da maltempo degli ultimi giorni
Le aziende colpite negli ultimi dieci giorni da grandine, vento forte o altri eventi meteorologici avversi sono invitate a segnalarlo al proprio ufficio di zona di riferimento oppure scrivendo a segreteria@unioneagricoltoripd.it. Serve una fotografia rapida e attendibile di ciò che è accaduto sul territorio: è il materiale con cui portiamo il problema all’attenzione delle amministrazioni pubbliche competenti e sosteniamo la richiesta di eventuali ristori.
| Cosa indicare | Dettaglio utile |
| Tipologia di evento | Grandine, vento forte, siccità |
| Data del sinistro | Giorno (o giorni) in cui si è verificato l’evento |
| Coltura o bene colpito | Seminativi, vigneto, frutteto, orticole, serre, tetti, impianti |
| Localizzazione | Comune e, se possibile, foglio/particella o superficie interessata |
| Entità stimata | Percentuale di danno o superficie compromessa, anche indicativa |
Più la segnalazione è puntuale, più il quadro complessivo che presentiamo agli enti è solido. Anche una stima approssimativa è meglio di un dato mancante.
- Danni da siccità: attiva la denuncia con AgriCat
Le aziende che hanno subito perdite di produzione a causa della siccità possono rivolgersi al proprio ufficio tecnico di riferimento, in sede o nelle zone, per attivare la denuncia di sinistro al Fondo mutualistico nazionale AgriCat. Il Fondo interviene sui danni catastrofali da alluvione, gelo o brina e siccità a favore delle aziende beneficiarie dei pagamenti diretti che hanno aderito alla copertura nella Domanda unica PAC e sono titolari di fascicolo aziendale.
Attenzione a due elementi. Il primo è la soglia minima di danno, fissata oltre il 20% della produzione media annua aziendale: sotto quel livello l’indennizzo non è attivabile. Il secondo riguarda i tempi: la denuncia va presentata entro trenta giorni dall’evento, con procedure semplificate per la siccità basate sulle mappe agrometeorologiche. Ricordiamo inoltre che grandine e vento non rientrano tra gli eventi coperti da AgriCat: per quelle avversità la tutela passa dalle polizze agevolate.
- Cinghiali sui Colli: i danni ci sono, le denunce no
C’è poi un fronte che con il meteo non c’entra, ma che risponde esattamente alla stessa logica. Sui Colli Euganei e non solo, i danni provocati dai cinghiali sono un dato di fatto: mais e prati devastati, vigneti rovinati, terreni e strade rese impraticabili. Eppure, quando ci sediamo ai tavoli con le amministrazioni, la risposta che riceviamo è quasi sempre la stessa: non risultano segnalazioni ufficiali.
Molti soci rinunciano a denunciare perché sanno che il risarcimento è difficile, tardivo o del tutto assente, e archiviano il danno come una perdita da mettere in conto. Comprensibile ma così, sui tavoli che contano, quel danno semplicemente non esiste.
Chiediamo quindi ai soci di segnalare comunque ogni danno da fauna selvatica ai nostri uffici, sapendo fin d’ora che il risarcimento economico potrebbe non arrivare. Non è una promessa di indennizzo: è la costruzione di un numero. Perché per portare le problematiche sulle scrivanie giuste servono cifre, e le cifre si contano solo con le denunce ufficiali.
Segnalare non è un adempimento burocratico, è l’unico modo perché il danno di una singola azienda diventi un dato, e perché quel dato possa diventare finalmente una risposta.
Il Direttore
Valentino Montagner
