Le tensioni sui mercati internazionali, alimentate dai numerosi conflitti in corso nel mondo — da ultimo quello nello stretto di Hormuz — stanno mettendo in seria difficoltà le imprese agricole, strette tra il rincaro generalizzato dei costi di produzione (in particolare energia e fertilizzanti), le difficoltà di approvvigionamento delle materie prime e le criticità nell’export dei prodotti agricoli.
A risentirne maggiormente sono le aziende che fanno un uso più intensivo di questi mezzi di produzione, per le quali gli aumenti incidono pesantemente sulla liquidità e sulla marginalità, compromettendo anche la capacità di realizzare i programmi di investimento necessari a rafforzare la competitività.
L’impatto sul settore ortofrutticolo
Per l’ortofrutta il rischio è particolarmente concreto perché tocca direttamente la corretta attuazione dei programmi operativi (PO) che le Organizzazioni di Produttori (OP) e le loro Associazioni (AOP) stanno realizzando: le difficoltà finanziarie delle imprese associate mettono infatti a rischio la capacità stessa di completare gli impegni di spesa e gli investimenti inizialmente programmati.
Le richieste di Confagricoltura al Ministero
Con una lettera inviata nei giorni scorsi al Ministro dell’Agricoltura, Confagricoltura ha sollecitato l’attivazione di misure specifiche a livello comunitario, oltre a quelle già previste dal Governo a livello nazionale. In particolare, la Confederazione ha proposto di riattivare uno strumento già utilizzato con successo durante la pandemia da COVID-19 e in occasione del conflitto russo-ucraino: Incremento dal 50% al 70% del tasso di finanziamento UE dei programmi operativi per le annualità 2026 e 2027, un provvedimento che agevolerebbe la gestione finanziaria dei PO da parte di OP e AOP senza richiedere lo stanziamento di nuove risorse a livello comunitario.
Nella medesima lettera Confagricoltura ha posto l’attenzione anche sulla situazione della quarta gamma, comparto notoriamente ad alto fabbisogno energetico e quindi particolarmente esposto agli effetti dell’aumento dei costi. Anche in questo caso la Confederazione ha suggerito di replicare le misure di sostegno già attivate in occasione di pandemia e conflitto russo-ucraino, chiedendo l’introduzione di una misura nazionale ad hoc per coprire i maggiori costi energetici, da ripartire equamente tra tutte le fasi della filiera, a partire dalla produzione.

