Lo scorso 5 febbraio la Conferenza Stato Regioni ha sancito l’intesa sul decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste riguardante le condizioni e le modalità di attribuzione del Marchio biologico italiano.

Il provvedimento, che tiene conto anche dei risultati di un confronto con il settore, è oggetto di notifica Tris (Technical Regulations Information System), ai sensi della direttiva Ue 2015/1535, per consentire eventuali osservazioni da parte della Commissione europea prima della sua adozione definitiva.

Si tratta di un ulteriore passo verso una misura che renderà riconoscibili le nostre eccellenze, offrendo un’ulteriore garanzia ai cittadini sull’origine della materia prima e sugli alti standard di qualità e sicurezza dei prodotti biologici italiani.

Un elemento innovativo che potrà contribuire a rilanciare la crescita del settore e a tutelare il lavoro degli operatori, valorizzando la produzione agricola bio del nostro Paese”, conclude il sottosegretario.

Il marchio era stato istituito nel 2022 (Legge 9 marzo 2022 n. 23) come marchio nazionale aggiuntivo rispetto al logo biologico dell’Unione europea, ed è finalizzato a rafforzare la riconoscibilità e la competitività dei prodotti biologici italiani, in coerenza con il Piano d’azione nazionale per la produzione biologica 2024–2026.

Il suo utilizzo è volontario e può essere richiesto dagli operatori biologici con sede legale e produttiva nel territorio dell’Unione europea, a condizione che sia in corso di validità la certificazione biologica, attestante la conformità alla normativa europea e nazionale.