Mercati agricoli ai minimi storici e aziende in difficoltà, ma le soluzioni non sono semplici

Prezzi ai minimi storici per le produzioni agricole: cereali e ortofrutta registrano prezzi stracciati, ma anche l’uva, oltre al calo produttivo, registra una riduzione dei prezzi rispetto la scorsa campagna.
Si tratta della terza annata “anomala”: la siccità e le interminabili piogge primaverili avevano infatti condizionato negativamente le campagne 2012 e 2013 e per le nostre aziende risulta sempre più difficile far quadrare i conti. Le quotazioni dei prodotti agricoli sono ai livelli minimi per la concomitanza di vari fattori: l’offerta elevata a livello mondiale (per i cereali) e continentale per altre produzioni. Ma anche a causa della scarsa domanda interna ed internazionale, dove la crisi economica si fa sentire e ad essa, come abbiamo scritto in più occasioni, si aggiungono le guerre e le ritorsioni commerciali, come il caso della Russia. L’Unione Europea sta tentando di intervenire con i ritiri dal mercato dei prodotti lattiero caseari e dell’ortofrutta. Ma tutti ci rendiamo conto che si tratta di palliativi, di misure insufficienti, pressoché impercettibili da parte dei mercati e dei produttori. Anche a sostegno del mais nello scorso mese di luglio era stato introdotto un dazio sulle importazioni di 5,32 € per tonnellata di cui, purtroppo, non si sta percependo un effetto concreto.

L’imprevedibilità dei mercati e delle condizioni climatiche rappresentano per le nostre aziende le sfide più complicate da affrontare. Ancora più difficili se poi si aggiungono lunghi periodi di crisi economica e gravi conflitti internazionali.
Confagricoltura, analogamente alle altre associazioni agricole, sta intervenendo con azioni di sensibilizzazione della pubblica opinione e della politica, mediante interventi sulla stampa e manifestazioni dimostrative. Ma sta anche verificando e perseguendo tutte le possibilità ammesse dall’Unione Europea per ridare un po’ di respiro ai mercati e per indennizzare e sostenere gli agricoltori. Tutti però sappiamo che il problema dei mercati non si risolve con una manifestazione o con un intervento di ritiro di un po’ di prodotto. Gli interventi comunitari a sostegno del reddito (contenuti nella PAC) andrebbero meglio tarati per tenere conto di questa forte aleatorietà dei mercati, ma anche l’organizzazione aziendale andrebbe ripensata ai fini della stabilizzazione produttiva. Tutto quello che è possibile fare per sostenere le aziende nei momenti di crisi dei mercati va fatto, ma è inutile negare che il problema è grave e complesso e le soluzioni non sono né semplici, nè immediate.