Ma per Confagricoltura l’accordo rimane squilibrato
Il Parlamento Europeo nei giorni scorsi ha dato il via libera definitivo al meccanismo di salvaguardia per proteggere il settore agricolo dai possibili shock derivanti dalla liberalizzazione degli scambi con i paesi del Mercosur (Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay). La decisione, attesa da tempo dal mondo agricolo, è stata presa a Strasburgo con un’ampia maggioranza. Il testo, già concordato in via provvisoria con il Consiglio, stabilisce un quadro normativo preciso per l’attivazione delle clausole di salvaguardia.
Il cuore del nuovo regolamento risiede nei criteri oggettivi per l’attivazione delle misure di protezione. La Commissione Europea avvierà un’indagine quando le importazioni di prodotti agricoli sensibili – tra cui pollame, carne bovina, uova, agrumi e zucchero – registreranno un aumento del 5% rispetto alla media dei tre anni precedenti. Questa soglia è notevolmente più severa del 10% annuo inizialmente proposto dalla Commissione. Inoltre, per far scattare l’indagine, sarà necessario che i prezzi di importazione di tali prodotti risultino inferiori del 5% rispetto ai prezzi di riferimento interni all’UE, un doppio vincolo pensato per intervenire solo in caso di reali perturbazioni di mercato.
Per garantire un monitoraggio costante e trasparente, il regolamento impone alla Commissione Europea di presentare al Parlamento una relazione dettagliata ogni sei mesi, valutando l’impatto delle importazioni dei prodotti sensibili provenienti dai paesi Mercosur. Questo meccanismo di controllo assicura che l’Eurocamera possa vigilare sull’andamento del mercato e sulla corretta applicazione delle clausole. Un’indagine potrà inoltre essere avviata su richiesta di uno Stato membro o di un’organizzazione che rappresenti il settore interessato, qualora si ravvisi una minaccia di grave pregiudizio.
Per Confagricoltura l’accordo UE–Mercosur rimane squilibrato, poiché favorisce industria europea e produttori sudamericani, mentre a pagare sarebbero gli agricoltori europei. Le clausole di salvaguardia sono un passo avanti, ma insufficienti a proteggere filiere sensibili come riso, zucchero, carni bovine e avicunicole. “Finché non si troverà un equilibrio sulle regole di reciprocità, la mobilitazione degli agricoltori europei continuerà” afferma il presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti.
Ricordiamo che il percorso dell’accordo commerciale non è ancora concluso. Pende infatti l’incognita del parere della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, a cui il Parlamento ha chiesto di valutare la compatibilità degli accordi con i trattati UE. Fino alla pronuncia della Corte, il Parlamento non procederà alla ratifica. Esiste, tuttavia, la possibilità che la Commissione Europea opti per un’applicazione provvisoria dell’accordo commerciale interinale una volta che almeno un paese del Mercosur lo avrà ratificato, un’ipotesi che tiene alta l’attenzione di tutte le parti coinvolte.
