L’Ispettorato Centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari (ICQRF) per il settore vitivinicolo ha informato le organizzazioni agricole sull’applicazione della Direttiva (UE) 2019/633 e del D.Lgs. n. 198/2021 in materia di pratiche commerciali sleali.
Il Capo Dipartimento dell’Ispettorato ha illustrato i dati relativi all’attività di controllo svolta dall’Ispettorato in qualità di Autorità competente per il contrasto alle pratiche sleali e per l’attuazione della normativa vigente.
È stato evidenziato che nel 2025 ICQRF ha rafforzato il presidio di controllo sul settore vitivinicolo. Su un totale di 3.536 controlli effettuati in materia di pratiche sleali, 443 hanno riguardato il comparto vitivinicolo, con una percentuale di violazioni accertate pari al 17% (a fronte di una media del 12% per l’insieme dei settori, con un picco del 39% nel comparto ortofrutticolo).
ICQRF ha inoltre segnalato una particolare concentrazione di criticità nel periodo vendemmiale, in concomitanza con l’attivazione dei controlli. Il 37% delle violazioni accertate ha riguardato la mancata stipula scritta del contratto; a seguire, il mancato rispetto dei termini di pagamento e l’assenza delle clausole di forza maggiore. Per il 2026 è stato annunciato l’avvio di un ulteriore monitoraggio specifico sul settore vitivinicolo.
Successivamente è stato affrontato il tema della revisione della Direttiva. ICQRF ha manifestato la propria disponibilità a recepire eventuali indicazioni, precisando tuttavia che sussistono ancora margini temporali per intervenire.
Confagricoltura ha segnalato alcune complessità, anche interpretative, emerse nel periodo pre-vendemmiale, in particolare in relazione alla difficoltà di rispettare il termine di pagamento entro 30 giorni. Ha tuttavia riferito che, a seguito di ulteriori approfondimenti, nei casi segnalati è stato possibile procedere alla compravendita nel rispetto della normativa, anche attraverso il ricorso a contratti quadro. La Confederazione ha inoltre informato della riflessione in corso a livello europeo nell’ambito del COPA, alla quale parteciperà, e che sarà finalizzata all’elaborazione di valutazioni di carattere generale.
Tra le ipotesi di modifica è stata richiamata l’istanza, già nota a ICQRF, di prevedere una deroga alla normativa – analogamente a quanto avviene per il conferimento – anche per la cessione tra produttori agricoli, ipotesi che potrebbe essere affrontata mediante un intervento a livello di modifica della Direttiva.
È stato infine fatto il punto sull’articolo 3, comma 5, del D.Lgs. n. 198/2021, che stabilisce che “sono fatte salve le condizioni contrattuali, comprese quelle relative ai prezzi stabiliti nel rispetto dei costi di produzione sostenuti di cui all’articolo 2, comma 1, lettera o-ter), definite nell’ambito di accordi quadro…”. Su tale disposizione Confagricoltura ha richiesto un ampliamento dell’ambito applicativo nei casi in cui il contratto sia stipulato dalle organizzazioni professionali maggiormente rappresentative a livello nazionale, in particolare con riferimento alle indicazioni di prezzo da inserire nei contratti.
In merito alle sollecitazioni di Confagricoltura, ICQRF ha comunicato che avvierà riflessioni sull’art. 3, comma 5, con riferimento alla possibilità di ampliare i margini di flessibilità nella “determinabilità del prezzo” nei casi di contratti stipulati dalle organizzazioni professionali. È stato annunciato che su questo punto sarà necessario un confronto con l’Ufficio legislativo del MASAF. In tale contesto, è stata ipotizzata la possibilità di una deroga al prezzo inizialmente stabilito, prevedendo il pagamento entro 30 giorni dalla consegna e una premialità successiva, in alternativa al sistema acconto/saldo.
