Dazi USA: le contromosse dell’Europa

La Wto, l’Organizzazione mondiale del commercio, ha dato il via libera agli Usa per l’applicazione dei dazi per 7,5 miliardi di dollari alle importazioni dall’Ue. Si aspetta di sapere adesso se la lista dei prodotti colpiti resterà quella attuale o verrà modificata. Gli Stati Uniti infatti hanno fatto sapere, tramite l’Ufficio del Rappresentante Usa per i negoziati commerciali, che «gli USA hanno l’autorità di aumentare in qualunque momento le tariffe e di modificare la lista dei prodotti assoggettati». Inoltre, le tariffe, fissate al 25% del valore del prodotto, «saranno in via continuativa riviste in funzione delle discussioni con la Ue». In sostanza, la lista non è bloccata e nessun prodotto è al riparo in via definitiva dai dazi aggiuntivi.

Gli Stati membri più colpiti, Francia, Spagna e Italia, hanno già indirizzato alla Commissione Ue la richiesta di misure straordinarie di sostegno a carico del bilancio dell’Unione.

Il Ministro Bellanova, intervenendo alla Tavola rotonda di Confagricoltura sul ruolo dell’agricoltura nello sviluppo sostenibile, ha sollecitato la creazione di un «Fondo Azzeradazi» ma, oltre a quella della ministra Bellanova sono già arrivate sul tavolo della Commissione le formali richieste di intervento da parte di altri Stati membri.

La Francia ha sollecitato, in particolare, un sostegno a favore del settore vitivinicolo con l’obiettivo di salvaguardare la presenza sul mercato statunitense. Da parte spagnola è arrivata, tra l’altro, la richiesta di apertura dello stoccaggio privato per l’olio d’oliva. L’Irlanda ha chiesto una misura specifica per il burro e i formaggi. «Per fare fronte a tutte queste istanze – ha dichiarato il Presidente di Confagricoltura Giansanti – si può ricorrere al miliardo di euro che la Commissione aveva dichiarato essere disponibile per i settori più colpiti dall’accordo, sempre più contestato, con il Mercosur. Dobbiamo fare in modo che le tensioni commerciali non finiscano per mettere in crisi intere filiere».