IL PSR VENETO CAMBIA FACCIA

DA 70 MISURE A 30, SOLDI MIRATI PER CHI INVESTE IN AGRICOLTURA.

Il Programma di Sviluppo Rurale (PSR), l’unico strumento per la competitività in agricoltura, cambia faccia. Diminuiscono le pagine, si dimezzano le misure ma la dotazione rimane la stessa: un miliardo e 184 milioni di euro a disposizione delle oltre 70 mila aziende agricole che dal 2014 fino al 2020 potranno investire per migliorare le performance economiche, la sostenibilità ambientale e il ricambio generazionale attraverso l’insediamento dei giovani agricoltori.

“Un salto di qualità per il primario regionale soprattutto perché dovrebbe diminuire il carico burocratico” spiegano all’unisono le quattro associazioni agricole Cia, Coldiretti, Confagricoltura e Copagri che hanno lavorato alla stesura del documento oggi al vaglio del Tavolo Verde istituzionale.”Al centro di tutto c’è la capacità reddituale delle imprese – precisa Giangiacomo Bonaldi di Confagricoltura – e la concentrazione delle risorse sui settori che necessitano di maggiore attenzione in termini di ristrutturazione”.

“Non vogliamo una legge di spesa per l’agroalimentare veneto – continuano – ma un utilizzo molto selettivo che deve escludere forme di finanziamento surrettizio di strutture o enti regionali che gravitano intorno al settore: devono essere prioritariamente destinati agli imprenditori agricoli”.

Le associazioni, in sostanza, chiedono di indirizzare la maggior parte delle risorse, ovvero 560 milioni di euro, agli investimenti finalizzati a valorizzare le prestazioni delle aziende agricole e di quelle agroalimentari; e sottolineano come venga dato risalto ad un nuovo approccio verso il credito agrario sfruttando una diversa concezione del sostegno che considera sempre di più la leva finanziaria e creditizia”.

“Non ci siamo scordati in questo lavoro comune – precisano i vertici delle organizzazioni – della questione ambientale per la quale mettiamo in campo azioni in grado di compensare i maggiori costi di produzione per chi opera in territorio svantaggiato come ad esempio la montagna. Per la progettualità Leader (affidata ai Gruppi di Azione Locale – Gal), concordando con l’Assessore sull’ipotesi di riservare il 5 per cento a questi organismi, abbiamo chiesto di potenziare gli aspetti di diversificazione dove l’agricoltura sia protagonista”.

“Affidiamo la piattaforma nelle mani dell’Assessore Manzato – concludono – affinchè diventi, in termini di esperienza condivisa, impostazione e risultati, il vanto della nostra regione in Italia”.